Autosvezzamento del neonato: cosa fare se non mangia o non mastica?

Autosvezzamento del neonato: cosa fare se non mangia o non mastica?

Negli ultimi anni diversi pediatri hanno iniziato a parlare di autosvezzamento del neonato. Cosa si intende con questo termine? L’autosvezzamento è quando un bambino smette di allattare da solo secondo i suoi tempi e i suoi ritmi.

In realtà non è qualcosa di nuovo, le nostre nonne e bisnonne già lo facevano non avendo l’opportunità di accedere a pappine sterilizzate o omogenizzate. Se volete sapere di più riguardo a questo argomento leggete l’articolo (autosvezzamento o svezzamento? Le linee guida dell’OMS e del buon senso). Di solito verso i 6 mesi (ma può avvenire anche più tardi) i bambini manifesteranno un interesse diminuito verso il latte materno e cercheranno nuovi sapori e consistenze. È in questo momento che il bambino inizierà l’autosvezzamento in collaborazione con i genitori. Quali problemi potrebbero presentarsi? Vediamoli insieme.

L’autosvezzamento del neonato: cosa comporta?

È un dato ormai assodato che l’apparato digerente di un bambino di 6-7 mesi è sufficientemente maturo per poter digerire i normali alimenti preparati, tenendo conto che non ha ancora sviluppato i denti. Anche il sistema immunitario, benché più debole rispetto a quello di un’adulto, è già in grado di difendere il corpo del piccolo da pericolosi batteri. Anche la capacità motoria di coordinazione tra occhi-mano-bocca è sviluppata così come la capacità di masticare. Quindi, generalmente parlando, si può dire che, a partire dai 6 mesi, o più precisamente quando il bimbo stesso segnala il suo desiderio di assaggiare il cibo dei genitori, questi ultimi possono permettergli di autosvezzarsi da solo facendogli assaggiare, succhiare e masticare ciò che desidera.

In modo del tutto naturale, il bimbo si adeguerà agli orari dei genitori mangiando insieme a loro e imparerà, semplicemente guardandoli, a masticare senza problemi di soffocamento. Per ulteriori informazioni riguardo a come evitare il soffocamento leggete l’articolo autosvezzamento e soffocamento: 5 libri …

Gruppo Facebook

Cosa fare se il bambino non mastica?

Di solito come per tutti i processi della crescita, anche la masticazione dovrebbe essere una cosa che i bambini imparano naturalmente e gradualmente. Ma a volte può succedere che un bambino, anche all’età di 2 anni, si rifiuti di masticare, con conseguente preoccupazione da parte dei genitori. Molto spesso i bambini piccoli che non masticano il cibo evidenziano un problema relazionale con chi glielo provvede. In questi casi la causa è da ricercarsi in un’introduzione di alimenti meno triturati troppo tardiva. Cosa fare in questo caso? Ecco alcuni suggerimenti per aiutare il vostro bambino a imparare la masticazione:

  • Somministrategli alimenti meno sminuzzati, quando ha fame.
  • Permettete a vostro figlio di giocare, toccare, sputare il cibo perché è in questo modo che lo può conoscere.
  • Armatevi di pazienza, non forzatelo. Dategli la possibilità di prendersi tutto il tempo. Voi naturalmente siate sempre presenti, mai lasciare solo un bambino piccolo mentre si sta nutrendo.
  • Non dategli altro con cui giocare in quanto la sua attenzione deve essere solo orientata verso il cibo.
  • Non forzate il bambino con cibi che non vuole mangiare.
  • Fatelo sedere a tavola insieme a voi in modo che vi possa osservare e desiderare fare altrettanto (mangiare ciò che mangiate voi).
  • Non siate apprensivi.

Sul tema autosvezzamento potrete consultare anche alcuni testi che ormai da anni aiutano le mamme che vogliono approcciare a questo metodo. Qui sotto vi lascio un consiglio di lettura interessante 😉

Cosa fare se il vostro bambino mangia poco

Molti genitori affrontano con grande stress questa situazione perché temono che ciò inciderà sullo sviluppo del loro bambino. Forzarlo a mangiare quando lui non vuole non è mai la strada giusta anzi, potrebbe esacerbare il momento dei pasti che dovrebbe invece essere un momento di assoluto piacere! Potrebbe innescare nella sua giovane mente una relazione conflittuale con il cibo. Per cui, come comportarsi?

È bene ricordare che, se apparentemente il bambino mangia poco, probabilmente sta comunque soddisfacendo il suo fabbisogno nutritivo a prescindere dalle aspettative del genitore. Ricordiamo che ogni bambino ha un fabbisogno diverso, quindi non fate l’errore di paragonare un figlio ad un altro.
Al fine di tranquillizzarvi, può esservi utile ricordare che:

  • I bambini non si lasciano morire di fame. Anche loro sono dotati dell’istinto di sopravvivenza! Nella peggiore delle ipotesi potrete ancora rifugiarvi nel latte!
  • Non è per un capriccio se il bambino mangia poco. Probabilmente non è ancora pronto per mangiare tutto quello che vogliono i genitori ma sta semplicemente ascoltando il proprio corpo e assecondando le proprie necessità.
  • Anche se appare magro potrebbe essere in perfetta forma.

Quindi genitori non allarmatevi se durante l’autosvezzamento del vostro neonato forse mangerà poco o impiegherà più tempo per imparare a masticare! Abbiate pazienza, non forzatelo, permettete loro di sperimentare e fate in modo che il momento del pasto sia un momento sereno e giocoso. Vedrete che tutto andrà per il meglio!

Leggi anche...
Condividi questo post

Forse ti interessa anche..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.