Litigi tra fratelli e sorelle: come intervenire per gestirli?

Litigi tra fratelli e sorelle: come intervenire per gestirli?

Care mamme, dopo aver letto tutti i loro libri, ho avuto la gioia di poter chiacchierare con una delle due pedagogiste dello studio Rossini – Urso. Sono certa che sarete in tante a conoscerle e vi invito a seguirle anche sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram ‘Consulenza pedagogica Rossini – Urso. Troverete consigli quotidiani per approcciare con i vostri bambini con più consapevolezza e rispetto.

L’intervista è stata divisa in ‘puntate’ per rendervi più semplice la lettura. Qui parliamo di ‘Litigi fra fratelli e sorelle’. Buona lettura a tutte le mamme e i papà! Per ascoltare l’intervista completa fate PLAY in fondo all’articolo 😉

Mestiere Mamma intervista le pedagogiste Rossini -Urso

Avrei una domanda riguardante proprio la convivenza tra fratellini. In genere le mie figlie litigano sempre per le stesse cose, molto spesso perché la più piccola ruba un colore o rovina un disegno alla più grande. Quindi in questo caso chiedere alla più piccolina come si sentirebbe se le rubassero qualcosa può essere utile o è una cosa che proprio non viene recepita?

No perché è davvero troppo piccola. In questo caso funzionerebbe meglio una regola netta che le dia un’indicazione di comportamento. Ad esempio, si disegna sul proprio foglio, quindi sul foglio di tua sorella disegna solo lei.

Teniamo conto che se la sorella più piccola ha pasticciato il disegno della sorella più grande ha sicuramente un motivo specifico, che può essere ad esempio invidia perché lei non riesce a disegnare bene come lei. Questo può essere dovuto anche al fatto che hanno poca differenza d’età. Quindi la sorellina più piccola vede una bambina uguale a lei ma che sa fare tante cose meglio di lei, quindi si sente frustrata.

A noi può sembrare una frustrazione insignificante ma per lei non lo è. Questo passaggio non lo può comprendere, quindi nei momenti di maggiore frustrazione ha queste reazioni vagamente distruttive.

Ma non direi solo vagamente ma proprio praticamente distruttive. Uno le prova tutte ovviamente, magari si dà la regola che ognuno ha il suo foglio, si cerca anche di elogiare la bambina più piccola per il suo disegno, le si dice che fra pochissimo anche lei saprà disegnare bene e che non deve arrabbiarsi. Eppure lei ha ancora queste reazioni nervose, dove si vede proprio che lo fa perché vede che il disegno della sorella è più figurativo del suo.

In questo caso, sebbene in buona fede, viene alimentato il suo stato d’ansia. Per cui invece di dire che bello il tuo disegno, proviamo a spostare l’attenzione dicendo mi piace molto il colore che hai usato, anche se loro non ne sono consapevoli perché a 3 anni ancora non distinguono i colori, oppure chiedergli cosa ha disegnato.

Perché non è tanto nel paragone che loro trovano soddisfazione ma nella produzione propria. I primi disegni dei bambini, a parte la fase dello scarabocchio dove ancora non descrivono dei fatti precisi e non riescono a riprodurre quello che vedono, è un segno di sé. Si tratta del primo segno visivo che loro riescono a compiere nella realtà. Quindi sebbene venga spontaneo voler gratificare il bambino dicendogli che è bello quello che ha disegnato, meglio soffermarsi di più sulla sua produzione.

Non vorremmo soffermarci troppo sul fatto che ha rovinato il disegno della sorella, anche se le va spiegato tramite la regola che è una cosa da evitare, ma riportiamo l’attenzione sul suo disegno. Questa è una cosa che si porterà dentro per tanto tempo, perché anche quando diventerà più abile a disegnare non riuscirà a riprodurre sul foglio esattamente quello che ha in testa e questa cosa la frustrerà tantissimo.

Per cui abituiamola a sopportare questa frustrazione dandole uno strumento in più che è quello di parlare del suo disegno, di raccontarci cosa voleva esprimere con quel disegno. Ovviamente qualche volta dirà “Niente”, qualche volta dirà “Un fiore” oppure diranno “Non ho voglia”.

Certo, poi comunque cerchiamo sempre di appendere in casa i disegni di entrambe. Anche perché effettivamente sono belli, già solo perché sono colorati. Ovviamente diventa una lotta quotidiana tra privare l’altra di una cosa oppure fargliela fare ma consapevoli già della frustrazione della piccola, che inevitabilmente si ripercuote anche sulla grande.

Da un certo punto di vista ci dispiace che la grande magari rinunci e inizi a fare altro. Però questa sarebbe già una buona risoluzione del conflitto, nel senso che si sono regolate tra di loro e l’hanno risolta così.

L’altra cosa da fare se invece la cosa degenera in un forte momento di litigio e si capisce che non c’è una soluzione, il nostro intervento dovrebbe essere più moderatore che risolutore in senso assoluto. In pratica, chiediamo sempre che cosa è successo senza presumere chi sia il colpevole, lasciare alle parti di parlare a seconda delle loro capacità.

Quando si capisce che c’è un momento di nervosismo e che anche se ricominciano a giocare continuano a stuzzicarsi perché ormai l’equilibrio si è spezzato e non riescono più a ricomporlo, una delle opzioni più valide per dar loro il tempo di ritrovare sé stesse dopo la lite è di separarle fisicamente. Questo di solito è l’unico intervento efficace.

Dobbiamo partire dal presupposto che per un bambino di quest’età qualsiasi intervento è ingiusto, perché dal loro punto di vista è giusto solo quello che dicono loro. Questo perché hanno una visione egocentrica delle cose, ma dato che devono crescere va bene così. Quindi qualsiasi soluzione della mamma apparirebbe ingiusta. Anche se si sgrida la sorella e gli si dà ragione questo non darà mai vera soddisfazione alla bambina, perché comunque quello che voleva fare è stato rovinato e via dicendo.

Con questo presupposto nel cuore, interveniamo e separiamo gli sfidanti in caso estremo. Per il resto, bisognerebbe avere un po’ il coraggio di farli litigare, monitorando che non si facciano male, perché si tratta dell’esperienza migliore per trovare una soluzione. In questo modo impareranno anche a litigare da grandi e a far diventare un litigio costruttivo e non solo distruttivo.   

QUI TROVI L’INTERVISTA COMPLETA

MestiereMamma intervista Rossini-Urso

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