Che differenze ci sono tra figli maschi e figlie femmine?

Che differenze ci sono tra figli maschi e figlie femmine?

Lo studio di consulenza pedagogica Rossini – Urso è una realtà preziosa per tutti i genitori che vogliono approfondire l’importanza del loro ruolo. Conoscere il mondo dell’infanzia è fondamentale per comprendere e mettere in atto le giuste strategie educative e soprattutto emotive. Ho avuto il piacere di poter fare una lunga intervista che, per renderla più fluida, ho diviso in ‘puntate’. Se volete ascoltare l’intervista completa arrivate in fondo e clicca PLAY 😉

E se volete leggere i loro bellissimi libri, ecco la mia recensione (scritta molto tempo prima di avere l’opportunità di parlare con Elisabetta Rossini).

Mestiere Mamma intervista le pedagogiste Rossini – Urso

C’è qualche differenziazione importante tra l’educazione delle figlie femmine e quella dei maschietti, qualcosa su cui bisogna prestare particolarmente attenzione?

Per quanto riguarda le differenze tra maschio e femmina, avverrà una graduale identificazione della femminuccia nella figura materna e del maschietto nella figura paterna. Per cui non ci sono molte cose da fare direttamente con i bambini a questo riguardo.

La cosa importante è avere dei ruoli molto chiari, cioè il bambino deve capire come la mamma si comporta, quale ruolo occupa all’interno della casa e cosa può fare o non fare con lei. Stessa cosa con il papà. I bambini devono saper decodificare quello che vedono.

Molto spesso alcuni genitori affermano che la mamma è più severa mentre il papà è più giocherellone e questa cosa va anche bene, purché non ci si screditi a vicenda. Non è necessario che i genitori si assomiglino, anzi, se sono diversi è anche meglio per i bambini perché capiscono appunto che con le persone ci si può relazionare in maniera diversa. Niente è più rassicurante di vedere questa differenziazione all’interno della famiglia, dove i genitori sono un contenitore d’amore protetto dal punto di vista emotivo, intellettuale e psicologico. In realtà non c’è una differenziazione particolare, c’è però un modo di essere che deve essere chiaro e decodificabile per i bambini.

Nella nostra casa il libro, così come il disegno e il gioco all’aria aperta, è un po’ un’abitudine in vari momenti della giornata, sia per grandi che per piccoli. Veniamo alle domande: quanto conta l’ambiente fisico, oltre all’ambiente emotivo, nella crescita di un bambino?

L’ambiente fisico è importante. Noi diciamo sempre che quando un bambino arriva in casa, questa casa dovrebbe essere a sua misura, indipendentemente dal fatto che la casa sia piccola o grande. Questo non solo per la questione della messa in sicurezza degli spazi ma avere anche piccoli spazi come un tappetino o un tavolino che siano ad uso esclusivo del bambino.

Questo perché la privacy, un piccolo spazio delimitato che sia solo del bambino, sotto il suo totale controllo, è importantissimo per la sua sicurezza emotiva, visto che ilo bambino generalmente non ha controllo su niente.

Il bambino è eterodiretto, non conosce il mondo, deve imparare a conoscerlo esplorandolo. Quindi avere un piccolo angolo in cui può esercitare questo suo controllo totale è importantissimo.

Oltre a questo sarebbe buono lasciare al bambino un piccolo vano della casa, come un cesto o un cassettino, dove possa avere libero accesso. Sembra una cosa banale ma invece è importante, soprattutto quando il bambino comincia a muovere i primi passi da solo sia gattonando che camminando. Siccome iniziano a fare esplorazioni proprio in casa è importante che possano farlo sperimentando davvero.

L’ambiente in generale è molto importante perché è la prima parte del mondo con cui il bambino si relaziona, in cui si rispecchia. Quindi tutto quello che lo stimola in maniera adeguata all’età è importante. Fargli avere a portata di mano tutte quelle cose che può utilizzare, come libri, giochi o pastelli, magari mettendoli nella parte bassa delle librerie, danno al bambino la sensazione di avere almeno su questo ambiente familiare un po’ di controllo e la capacità di poter accedere alle cose da solo. Queste sono infusioni di autostima e di autoefficacia che valgono più di mille discorsi.

Anche avere una buona frequentazione degli spazi esterni, sia d’estate che d’inverno, è altrettanto importante, senza avere un’eccessiva paura del freddo.

QUI TROVI L’INTERVISTA COMPLETA

MestiereMamma intervista Rossini-Urso

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