Omegeneizzati fatti in casa: guida per lo svezzamento » Mestiere Mamma

Omogeneizzati fatti in casa: come prepararli e conservarli

Omogeneizzati fatti in casa, un tema che sta molto a cuore alle mamme. Ultimamente si sta cercando di tornare alle vecchie e sane abitudini delle nonne, cioè preparare cibi freschi e in casa. Non sempre è possibile riuscire a far tutto e le mamme di oggi sono già vessate da mille incombenze. Tuttavia con una buona organizzazione e gli strumenti giusti si può affrontare anche lo svezzamento dei nostri bambini proponendo omogeneizzati fatti in casa.

Se siete intenzionate a preparare solo pappe fresche, cotte al momento allora un omogeneizzatore potrebbe essere davvero fondamentale. Se invece volete preparare quantità importanti per poi conservarle potrete anche optare per pentole per la cottura a vapore e frullatore classico o ad immersione. Qui trovate la mia recensione dell’omogeneizzatore Avent.

Le correnti di pensiero sono due: svezzamento tradizionale o autosvezzamento. Se sceglierete il primo oppure opterete per uno svezzamento misto, vi tornerà senz’altro utile capire come preparare e conservare gli omogeneizzati fatti in casa. Vediamo tutti i passaggi 😉

Se volete informarvi sulle differenze fra svezzamento e autosvezzamento, leggete qui e poi scegliete osservando il vostro bambino e le sue esigenze.

OMOGENEIZZATI FAI DA TE

Per prima cosa si prepara il brodo vegetale che è la base di tutti gli omogeneizzati. Si comincia sempre con carota, patata e zucchina e si immerge tutto in un litro di acqua, senza aggiungere sale (man mano si potranno aggiungere anche altre verdure, soprattutto quelle a foglia). Bisogna quindi far bollire per circa un’ora epoi lasciare raffreddare. Una volta pronto l’ingrediente principale ecco che ora si può spaziare fra le varie tipologie. Si può partire dal più veloce, quello di verdura, per passare al più ricco, di carne o al più leggero, quello di pesce. Per chiudere in dolcezza con quello di frutta.

Omogeneizzato di verdura e frutta

L’omogeneizzato di verdura si prepara frullando (o omogeneizzando) tutte le verdure precedentemente cotte per preparare il brodo. Mentre si frulla, aggiungere un poco di brodo per amalgamare bene il tutto. Alla fine, aggiungere un filo d’olio extravergine d’oliva e magari un cucchiaio di creme da svezzamento per addensare.

Per l’omogeneizzato di frutta prendere il frutto scelto, nei primi mesi generalmente mela o pera, sbucciare e rimuovere il torsolo. Volendo si potrebbero pure combinare due frutti così da arricchire di gusto e consistenza. A questo punto tagliare a piccoli pezzi e cuocere a vapore per circa 10 minuti, fino ad ammorbidire il tutto. Dopodiché, frullare con un frullatore classico o ad immersione. L’omogeneizzato è pronto. Volendo, dopo aver chiesto il parere del pediatra, si potrebbe arricchire aggiungendo del latte oppure della crema di riso.

omogeneizzati fatti in casa

Omogeneizzato di carne e pesce

Per gli omogeneizzati fatti in casa di carne (pollo, manzo, tacchino, coniglio, cavallo, maiale) l’importante è scegliere parti non grasse, prive di ossa e cartilagini. Cuocere a vapore così da mantenere intatte le proprietà nutritive e ammorbidire bene la carne. A cottura ultimata, mettere i pezzi di carne, tagliati in pezzetti di piccole dimensioni, nell’omogeneizzatore o nel frullatore. Aggiungere qualche pezzetto di verdura del brodo, circa 100 ml di brodo vegetale e un filo di olio extravergine d’oliva. Frullare tutto fino a quando non si ottiene una crema densa e senza grumi.

Per l’omogeneizzato di pesce seguire lo stesso procedimento di quello di carne, ricordando che i pesci più adatti sono: i merluzzi, il nasello e le sogliole per i primi mesi e poi anche orata, spigola, salmone…

Una volta tutti pronti che fare?

METODI DI CONSERVAZIONE

Dopo la preparazione, l’omogeneizzato fai da te, che sia di carne, pesce, verdura o frutta, va raffreddato in frigo e al momento del consumo va scaldato a bagnomaria, o al microonde, a bassa gradazione e stando attenti che non scotti troppo. Certo, in frigorifero l’omogeneizzato non può essere conservato per più di 24 ore, perciò a questo punto si deve scegliere fra meticolosità e praticità. In poche parole o lo si prepara fresco tutti i giorni oppure si spazia fra metodi di conservazione a medio/lungo termine.

Medio termine: il sottovuoto

Il sottovuoto è un ottimo e pratico metodo per la conservazione a medio termine degli omogeneizzati fatti di casa. La procedura di per se è piuttosto semplice: innanzitutto bisogna procurarsi dei vasetti di vetro muniti di coperchio e si deve proseguire poi con la loro sterilizzazione, mettendoli in un pentolino con dell’acqua e facendoli bollire per cinque minuti. Volendo questo procedimento si può fare anche con uno sterilizzatore elettrico o a vapore. Dopodiché non resta che riempire subito i piccoli contenitori con i vari omogeneizzati appena preparati e avvitare bene il tappo.

Per completare con cura  la conservazione degli omogeneizzati fatti in casa con il sottovuoto, bisogna mettere i vasetti capovolti su una base piana e farli raffreddare in questa posizione per una ventina di minuti. Se si vuole un grado maggiore di sicurezza nella conservazione, soprattutto nel caso in cui gli omogeneizzati fatti in casa siano a base di frutta o contengano verdura, prima di passare a questa operazione, è opportuno sottoporli a pastorizzazione. La pastorizzazione consiste nel far bollire in acqua i barattolini già pieni e chiusi per circa venti minuti e poi metterli normalmente a raffreddare capovolti.

Lungo termine: il congelamento

Per conservare gli omogeneizzati fatti in casa a lungo termine si può usare il metodo del congelamento. Si inizia ripartendo gli omogeneizzati preparati e raffreddati in frigorifero,  in vasetti, bustine o contenitori sterili e mettendo poi il tutto nel freezer. Questo metodo consente di conservare gli omogeneizzati fino a 3 mesi. Se poi si uniscono i metodi di conservazione prima citati, si può ottenere una conservazione fino ad un massimo di 6 mesi.

In questo caso è necessario utilizzare vasetti di vetro, una volta riempiti non completamente per evitare che scoppino, si seguono le indicazioni per il sottovuoto e una volta raffreddati si possono mettere nel congelatore. Per lo scongelamento è però importante ricordare che deve essere graduale e pertanto avvenire in frigorifero e non a temperatura ambiente per velocizzare i tempi, perché questo potrebbe aumentare il rischio di proliferazione batterica.

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