Valigia del parto: come sbagliarla nonostante il corso pre parto!
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valigia del parto

Quando aspettavo la mia prima figlia, Alice, ogni cosa era una novità e tutti i passaggi della gravidanza sono stati curati nei minimi dettagli. Il giorno del parto era ovviamente sentito come qualcosa di ignoto. Tutto era stato pensato e preparato con massima accuratezza. La valigia del parto era il simbolo di questo percorso che giungeva al termine per dare il benvenuto alla splendida esperienza della maternità.

A ripensarci ora che sono bis mamma, tutto era maniacale ma al tempo stesso romantico. Al corso pre-parto ci avevano consigliato cosa mettere nella valigia da portare in ospedale. Anche la clinica nella quale sono nate le mie cucciole mi aveva consegnato una lista ma nonostante tutto io non avevo la percezione di ciò che sarebbe davvero servito.

E quindi, nonostante lo zelo, sbagliai la fatidica preparazione della valigia del parto. Eh già, mi vergogno a dirlo ma fu proprio così. D’altronde se sei al primo figlio, per quanto puoi prepararti, non puoi avere esperienza diretta. Dagli errori si impara sempre e si può anche aiutare gli altri a non commetterli. Ovviamente nulla di grave però vi assicuro che tra l’emozione, la felicità e le difficoltà del post parto ritrovarsi senza il necessario può mandarvi nel panico. Vi racconterò tutto alla fine dell’articolo.

valigia del parto

E allora vediamo insieme cosa dovrete mettere nella valigia del parto. Primo consiglio, evitare cose superflue. Vi converrà cominciare a cambiare forma mentis. Con i figli non avrete più tempo per molte cose e i giorni successivi al parto sarete prese completamente dalle necessità del cucciolo. Le creme per viso, corpo, labbra, occhi… lasciatele pure a casa. Ne basterà una e brutta notizia, sarà per i vostri capezzoli.

Valigia del parto: quei terribili assorbenti e gli innominabili

Di cosa parlo? Degli assorbenti post parto, che in realtà sono dei pannoloni e sono enormi. Partiremo da qui e da altre cose che spesso vengono omesse o edulcorate nei corsi pre-parto. Forse non le dicono per non metterci paura. Nell’articolo dedicato a capire cosa succede nel post parto troverete tutte le cose che non dicono di questo delicato momento.

  • Assorbenti post parto: vi consiglio di acquistare quelli in cotone. Se siete fortunate non avrete punti, altrimenti l’episiotomia vi darà un po’ fastidio. Sarà meglio avere materiali naturali a contatto. Serviranno anche per chi farà un cesareo. Per non sbagliare portate almeno un pacco intero e tenetene un altro a casa per il rientro. Per tenere fermi gli assorbenti dovrete acquistare le mutandine a rete. Un paio di scatole dovrebbero bastare.
  • Crema anti ragadi: altra nota dolente, quelle fantastiche spaccature del capezzolo che fanno tanto, tanto male. Una crema non farà miracoli ma aiuterà ad alleviare il dolore e far cicatrizzare prima. Io consiglio sempre l’uso di prodotti bio.In passato vi ho parlato del burro di karitè e altri unguenti a base di piante medicinali sono la soluzione migliore perché non necessitano di risciacquo prima di attaccare il bambino.
  • Coppette allattamento: vale la stessa regola, meglio se in cotone. I primi giorni potreste avere solo colostro e non è detto che siano necessarie ma poi serviranno. E’ meglio non abusarne. Quando siete a casa optate per il seno un po’ all’aria o per delle pezze in stoffa che assorbono meno ma evitano la creazione di un ambiente umido nel quale potrebbe proliferare una candida.
  • Paracapezzoli e/o coppette in argento: potrebbero essere utili se dovessero arrivare le ragadi. I paracapezzoli in silicone si usano durante la poppata, alleviando il dolore. Le coppette in argento si mettono dopo aver attaccato il bambino. Questo metallo ha proprietà cicatrizzanti e antisettiche. Fate in tempo a mandare qualcuno a comprarle se ne aveste bisogno: vi dico che in farmacia le avevo trovate intorno ai 50 euro, ma su Amazon le ho trovate a molto meno. In ogni caso, nella guida all’allattamento che ho scritto qualche tempo fa troverete tutte le info sui primi momenti insieme ai vostri bimbi.
  • Detergenti intimi ed euclorina: non dovrete abusare di saponi però dovrete lavarvi con un detergente antisettico, almeno tre volte al giorno. Su consiglio delle ostetriche usai anche le bustine di euclorina sciolte in acqua per degli impacchi che mi aiutarono a disinfettare, cicatrizzare e rinfrescare le parti intime. Ne consiglio l’uso soprattutto se avrete i punti dell’episiotomia.

Valigia del parto: biancheria e beauty case

Care pancine e pancione, scendete dalle nuvole ed entrate nella parte. State per andare a partorire e non è né la luna di miele né un week end di passione. Quindi andate sul pratico. Ve lo dico anche per evitare che gli infermieri si beffino di voi e delle vostre camicie da notte super chic ma anche super scomode. Non è che dovete andare in ospedale con la biancheria della nonna ma insomma optate per qualcosa di semplice, adatto alla dolcezza di una neo mamma.

  • 3/4 camicie da notte: sono bandite le maniche lunghe, perché chi più e chi meno, le flebo le avrete tutte. Dovranno avere l’apertura frontale profonda che vi permetta di allattare comodamente senza dovervi denudare, come vi ho spiegato nell’articolo sulle posizione migliori dell’allattamento. Negli ospedali normalmente fa molto caldo e io consiglio sempre l’uso del cotone. Il mio consiglio spassionato è di non spenderci troppo (come ha fatto mia madre che ha deciso di regalarmela, spendendo una fortuna in un negozio della mia città). Su Amazon ne ho trovate tantissime, 100% cotone, made in Italy e disponibile in vari colori. Della stessa marca ci sono anche altri modelli, tutti molto carini. Questa qui sotto ha un rapporto qualità/prezzo davvero sconvolgente (scusa ancora mamma) :D.

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  • 1 vestaglia: la userete pochissimo. Almeno per me è stato così. Quindi non spendete un occhio della testa.
  • Calzini e ciabatte: io avevo troppo caldo per i calzini ma due paia in valigia sarà meglio metterli.
  • 2 reggiseni allattamento: prendeteli di una o anche due taglie in più e comprateli quando siete vicino alla data del parto. Il seno aumenterà parecchio con l’allattamento e non dovete stare strette. Un seno compresso è più esposto al pericolo mastite. Optate per il cotone e per la morbidezza ed evitate il ferretto che vi darà sicuramente fastidio, soprattutto se avete un seno grande. Io mi trovai benissimo con questo modello che ogni tanto uso ancora quando voglio stare comoda in casa. Ci sono molti colori disponibili ed è veramente un buon prodotto. Cotone 95% ed Elastan 5%.

  • Pancera post parto: sull’uso delle fasce post parto ci sono delle vere e proprie fazioni. Chi dice che è deleteria perché i muscoli lavorano poco e chi dice che serve per far rientrare la pancia. Se farete un cesareo potrebbe essere fondamentale per sentire meno i punti che tirano ma alcune donne preferiscono star senza. Sinceramente non credo che sia il caso di farne un oggetto della discordia. Il suo uso ed eventuale beneficio è soggettivo. Se doveste avere la sensazione di sentirvi poco protette e infastidite dalla pancia ormai vuota o dai punti, usatela pure (tanto gli addominali per tornare in forma dovrete farli in ogni caso :D). Il consiglio è di evitare quelle tipo mutandina, perché i primi tempi avrete difficoltà a tirarle giù, data la loro durezza. Meglio le fasce regolabili e traspiranti. Il modello che vi consiglio (ve lo mostro nella foto qui sotto) è ottimo e disponibile ad un prezzo molto conveniente:

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  • Cambio per l’uscita: mettete nella valigia del parto anche un cambio comodo per il giorno delle dimissioni. Anche un paio di mutandine, meglio le culotte, da mettere sopra a quelle rete.
  • Beauty case: come già detto evitate creme per ogni cosa, non avrete il tempo e la forza di metterle. Portate il necessario. Dentifricio, spazzolino, deodorante, spazzola per capelli ed eventualmente uno shampoo. Io portai anche i trucchi, perché secondo me avrei avuto la voglia di rendermi decente. Che risate a ripensarci. Rimasero dimenticati per un bel po’ di giorni. Comunque se proprio non potete fare a meno del make up, evitate fondotinta e rossetti. Vi assicuro che non riuscireste ad avvicinarvi serenamente al candore della pelle del vostro piccolo, con la paura di sporcarlo di trucco.

Valigia del parto: non dimenticate i documenti

Il mio consiglio è di tenere una cartellina della gravidanza, con tutte le ecografie, i monitoraggi, le analisi… A seconda della struttura dove partorirete dovrete portare documenti ed esami necessari per il giorno del parto. Vediamo cosa serve.

  • Carta d’identità: portare varie copie del documento della mamma e del papà. Servirà anche per la registrazione del bambino all’anagrafe. Ormai la maggior parte delle strutture ospedaliere e le cliniche, permettono di registrare senza dover recarsi al comune.
  • Codice fiscale: qualche copia per entrambe i genitori potrebbe servire.
  • Analisi e tamponi: portare gli ultimi esami del sangue e delle urine eseguiti. Nomalmente, si fanno anche i tamponi vaginali e rettali. Questi tamponi si eseguono intorno alla 35° settimana e servono per individuare l’eventuale presenza di streptococco beta-emolitico di gruppo B e di salmonella. La salmonella a volte è richiesta anche a chi assiste al parto, di solito il papà.
  • Elettrocardiogramma e anestesia: soprattutto le donne che hanno scelto di fare l’epidurale durante il travaglio e il parto dovranno eseguire questo test e consegnarlo al momento del ricovero insieme agli esiti della visita anestesiologica.

Santo cielo, ho sbagliato la valigia del parto!

Ritorniamo ai terribili assorbenti post parto. Praticamente la cosa più importante da avere nei momenti e nei giorni successivi al parto. Ecco! Sbagliai proprio qui la valutazione. Non rendendomi conto della portata delle perdite post parto, ne misi in valigia 5 o 6.

Ebbene, appena nata mia figlia Alice, l’ostetrica mi chiese dove erano gli altri e io le dissi che ne avevo qualcun altro in stanza. E lei giustamente mi guardò con compassione. Così mandai di corsa mia madre a comprarne un altro pacco. O forse andò mio ‘marito’. Vabbè insomma, qualcuno me li portò.

Alla fine ebbi una bella scorta, visto che ovviamente ne avevo lasciati parecchi anche a casa. Ma tanto non crediate di usarli solo per tre giorni. Io se non ricordo male li usai per circa due settimane. La cosa assurda è che per altri motivi, questi benedetti assorbenti non ce li avevo neanche per il secondo parto.

La mia piccola Susanna è nata, sorprendendo tutti e soprattutto me, a 35 settimane. Ho rotto il sacco un bella mattina di febbraio ed ovviamente la valigia del parto non era ancora pronta. Presi il necessario in fretta e furia ma gli assorbenti non ce li avevo e non pensai di comprarli lungo la strada per la clinica.

Dunque, alle 5.27 di mattina, dopo un cesareo d’urgenza affrontato da sola, perché Ale era con Alice, mi dovettero prestare degli assorbenti post parto. Insomma, proprio io che sono una maniaca dell’organizzazione, sono arrivata impreparata ad entrambi i parti delle mie figlie.

Ma non finisce qui. Sbagliai anche le camicie da notte. Dopo lunghe ricerche per trovarne alcune che non fossero tutte pizzi e merletti ne comprai 3 (costarono un occhio della testa, per fortuna a mia madre… :D). La più carina aveva la manica a tre quarti che mi dava fastidio con la flebo. E le altre due pur avendo i bottoni sul davanti non erano abbastanza scollate e per allattare ho dovuto scucirle un pochino. Ad averlo saputo, le avrei comprate su Amazon a meno prezzo e molto più carine.

Insomma, altro che MestiereMamma… Piuttosto una dilettante allo sbaraglio. Vi aspetto nell’altro capitolo della saga ‘sto per partorire‘ e cioè ‘La valigia del bebè‘.

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