10 frasi che non dovresti dire a tuo figlio : alcune sono davvero inaspettate

10 frasi che non dovresti dire a tuo figlio

I bambini a volte sanno davvero come far perdere la pazienza anche all’adulto più mansueto. Eppure, ci sono delle cose che non andrebbero mai dette ad un bambino. Tra queste cose, ci sono alcune frasi apparentemente innocue, che ci sembrano addirittura positive, ma che nascondono un insidioso tranello psicologico che potrebbe fare del male ai propri figli.
Vediamo allora insieme quali sono le 10 frasi che non dovresti dire a tuo figlio e perché.

“Ottimo lavoro”.

Secondo alcune ricerche, quando si vuole incoraggiare un bambino con una semplice frase di questo tipo, senza una motivazione vera e propria, si rende il bambino più dipendente dalla nostra approvazione che dalla propria motivazione. Quando si fanno i complimenti ad un bambino sarebbe meglio giustificarli in maniera specifica.

“La pratica rende perfetti”.

Trasmettere al bambino l’idea che può diventare perfetto in una determinata abilità grazie alla pratica è deleterio. Questo perché gli errori possono farli anche coloro che sono molto esperti in qualcosa. Se il bambino invece mira alla perfezione, ogni volta che sbaglierà se la prenderà eccessivamente con se stesso, pensando che ci sia qualcosa che non vada bene in lui. La cosa migliore quindi è incoraggiare nostro figlio a impegnarsi e ad essere orgoglioso dei progressi che fa, senza aspettarsi la perfezione da se stesso.

“Non ti sei fatto niente.”

Quando un bambino si fa male, anche se in modo lieve, solitamente piange molto e in maniera spropositata. Quando lo fa, ovviamente è perché lui in quel momento sente di stare male e non riesce a gestire le sue emozioni. Se noi per rassicurarlo gli diciamo “non ti sei fatto niente” il bambino ovviamente penserà che non è vero e che non lo capiamo. Se invece lo abbracciamo e gli facciamo sentire che capiamo come si sente e poi lo medichiamo si sentirà compreso e piangerà sicuramente meno.

“Sbrigati!”

I bambini possono essere molto lenti nella loro preparazione. Se si è in ritardo per andare a scuola, continuare ad urlare al bambino di sbrigarsi non farà altro che farlo andare ancora più nel pallone. Questo succede soprattutto se il piccolo di casa ancora non è abile nel vestirsi da solo. Sentire questa pressione ogni volta che è più lento a prepararsi può farlo sentire frustrato. Magari, anziché dire “Sbrigati” si potrebbe dire “Sbrighiamoci” così non sente tutta la pressione solo su di lui.

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“Sono a dieta.”

Se siamo a dieta, sarebbe meglio non trasmetterlo ai bambini. Questo perché potremmo rischiare di distorcere la sua visione del corpo, soprattutto se ci sente lamentarci ogni giorno di quanto siamo grassi. La questione peso e mangiar sano andrebbe trasmessa ai figli non come una costrizione o una punizione ma come un modo per sentirsi meglio. Stessa cosa per quanto riguarda gli esercizi, se ci sente esprimerci in tono di lamentela non sarà mai invogliato a fare attività fisica. Se invece gli diciamo “Ma che bella giornata! L’ideale per fare una bella passeggiata!” potrebbe addirittura decidere di accompagnarsi.

“Non possiamo permettercelo.”

Dare questa risposta ad un bambino che insiste per farci comprare l’ennesimo giocattolo è fin troppo semplicistico. In realtà, dicendogli questo trasmettiamo un’idea negativa al bambino riguardo alle finanze della famiglia, portandolo a non sentirsi sicuro. Si potrebbe decidere di spiegare al bambino che stiamo cercando di risparmiare i soldi per cose più importanti e, se insiste, si potrebbe anche cercare di spiegargli come si gestiscono i soldi. Ovviamente la conversazione deve tenere conto delle capacità di comprensione del bambino.

“Non parlare con gli estranei”.

Il concetto di “persona estranea” per un bambino è molto diverso dal nostro. Magari pensiamo che dicendogli così gli abbiamo trasmesso pienamente quello che intendevamo dire, cioè di stare attento ai pericoli. Ma non è così facile da capire per un bambino, che tende a fidarsi quando una persona è gentile con lui anche se non la conosce. Se gli trasmettiamo la paura per gli altri adulti, potrebbe anche rifiutarsi di collaborare con qualcuno che vorrebbe aiutarlo in una situazione di emergenza. Meglio quindi proporre al bambino delle situazioni e chiedergli cosa farebbe in quel caso specifico. Molto importante anche far capire bene al bambino questo valido concetto: “Se qualcuno ti fa sentire strano, anche se è gentile, non ascoltarlo. Scappa e vieni a dirlo alla mamma o al papà”.

“Stai attento”.

Se siamo al parco e nostro figlio sta facendo un gioco dove è richiesta una certa concentrazione, come arrampicarsi ad esempio, se gli urliamo improvvisamente di stare attento potrebbe deconcentrarsi e farsi davvero male. Quindi accadrebbe proprio quello che non volevamo accadesse. A questo punto quindi se ci accorgiamo che il bambino sta per fare qualcosa di potenzialmente pericoloso e ci sentiamo in ansia, andiamo vicino a lui per essere pronti a sostenerlo in caso di tentennamenti, senza trasmettergli la nostra ansia.

“Nessun dessert se non finisci la cena.”

Quest’affermazione non ha un impatto positivo sul bambino. Nella sua mente si crea una percezione sbagliata del pasto, sentendosi spinto a non desiderarlo. Quindi, dicendogli così, anziché stimolarlo a mangiare in realtà lo stiamo ulteriormente inibendo. Meglio quindi dire al bambino: “Prima si mangia il salato e poi mangeremo il dolce”. Può sembrare che ci sia poca differenza tra le due espressioni ma in realtà cambia molto l’impressione che si trasmette al bambino.

“Lascia che ti aiuti”.

Se vediamo nostro figlio in difficoltà nel fare qualcosa, come un gioco di abilità, è normale desiderare aiutarlo. Ma se lo facciamo troppo presto, inviteremo il bambino a cercare negli altri la soluzione ai suoi problemi. Potrebbe essere utile, se vogliamo aiutarlo davvero, fargli delle domande per aiutarlo a giungere da solo alla conclusione. Poi in base alla risposta che da si cerca di attuarla insieme per vedere se funziona. Se ancora non è la risposta giusta, proviamo a formulare una domanda che lo induca a capire la soluzione. In questo modo continueremo a stimolare la sua indipendenza.

Sì è dura essere genitori, l’errore è sempre dietro l’angolo e ci coglie inaspettati. Queste frasi si dicono sempre pensando di far bene e invece si potrebbe ottenere un effetto contrario. Se sei interessata ai temi dell’educazione e del benessere famigliare ma soprattutto dei bambini, potresti leggere questi e altri molti articoli…

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